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Alla prossima...
post pubblicato in diario, il 28 aprile 2009
La Redazione Web vi saluta. CI siamo infiltrati tra di voi per 4 giorni. Abbiamo parlato, imparato e ci siamo divertiti con voi.
Vi aspettiamo alla prossima Scuola di Formazione PD.



Giacomo, Framino e Ivana (detta Giovanna)

Il treno.
post pubblicato in diario, il 27 aprile 2009


Alla fine di questo viaggio. Forti dei nostri 4300 Km, possiamo apprezzare a pieno il suggerimento di Benigni a Leonardo. "Treno. Due binari. Ma lunghi"

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Ultima tappa. Venezia
post pubblicato in diario, il 26 aprile 2009
Il viaggio giunge alla sua ultima tappa. Venezia.
Sveglia alle 10. Ancora un pò di tempo per le ultime chiacchiere nel vagone ristorante. Un ultima colazione al bar.
Alle 14 il treno arriva alla sua destinazione finale.
Dalla stazione qualcuno riparte subito, per tornare a casa, ma la maggiorparte si reca alla conferenza conclusiva.
La Scuola grande di San Giovanni Evangelista è gremita. I partecipanti al Treno per l'Europa e tanti veneziani, venuti ad ascoltare il sindaco Cacciari e il Segretario del PD, Dario Franceschini.

Un gruppo di ragazzi è seduto per terra, in primissima fila.
Il segretario viene più volte interrotto da fortissimi applausi, soprattutto quando incoraggia i ragazzi ad andare fuori dall'Italia, a vedere cosa c'è di buono, impararlo, e poi tornare a mettere a frutto le proprie competenze nel nostro paese.

Sono le 17. L'avventura è terminata.
SI torna in stazione. Questione di poche ore, o di una nottata intera. E poi saremo tutti a casa.
Con un pò di nostalgia per questa esperienza. Anche nei lati più inaspettati. Anche per la vista cimitero, o per la mancanza di docce per oltre 48 ore.
Ora non resta che arrivare a casa, ed accettare le richieste di amicizia che arriveranno come pioggia su Facebook.



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Messagge on a window
post pubblicato in diario, il 26 aprile 2009

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The last night (on the train)
post pubblicato in diario, il 26 aprile 2009
Inizia l'ultima notte in treno. Un annuncio di un capotreno improvvisato ci annuncia che è prevista una dance night. La musica si diffonde dagli altoparlati del treno. Tutti vengono invitati a portare i propri Ipod alla carrozza 10, per integrare la playlist.
Nel treno nasce, spontaneamente, un trenino. Una ventina di ragazzi percorrono l'intero treno, a ritomo di musica.
In una carrozza si improvvisa un Karaoke. Alcuni si confrontano sui temi della scuola, e altri compilano questionari.

Il punto di ritrovo è sempre lo stesso. Il vagone ristorante. Il più festoso di tutti.
Ma c'è un altro vagone, insolitamente popolato, vista l'ora. è circa l'una di notte, e la carrozza 11, una delle carrozze-aula, è inaspettatamente piena. Ci sono i ragazzi, i tutor e i 3 responsabili del settore formazione PD: Giorgio Tonini, Annamaria Parente e Simone Verde.
Ci si confronta sulla scuola che si sta concludendo e sul futuro che potrà avere questo progetto formativo.
I ragazzi vengono invitati, una volta tornati a casa, a far tesoro di questa esperienza. Di metterla al servizio del partito, sul territorio.

Ancora le ultime chiacchiere. Poi ci si avvia verso le proprie cuccette.
Sono le 2 e mezza. Mentre vado a lavarmi i denti scorgo, nella carrozza 11, un gruppetto ancora intento a chiacchierare. Sono 4 ragazzi, in compagnia di Tonini.



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Praga
post pubblicato in diario, il 25 aprile 2009
Alle 13 si arriva a Praga.
Il gruppo scende dal treno sulle note di Bella Ciao. Oggi in Italia si festeggia l'anniversario della liberazione. Questo è il nostro modo per ricordare.

Il tempo di portare le valige al deposito bagagli e.... ricordarsi che a Praga non c'è l'euro, ma le corone.
E allora tutti in fila per cambiare i soldi. Perchè se molti dei negozianti accettano i pagamenti in euro, gli armadietti del deposito bagagli vogliono solo la moneta ceca.
Ma gli armadietti non bastano per tutti.... così qualcuno si porta dietro la sua valigia, anche alla Municipal House di Praga.
Prima della lezione c'è però tempo per un pranzo. Così qualcuno finisce in quello che a detta del tassista è uno dei ristoranti più chic di Praga, a mangiare il tipico gulash. Altri invece in una vecchia taverna, con carne e birra fatta in casa.

L'intervento di Arnost Lustig è un misto di commozione, di risate per i continui aneddoti riportati dallo scrittore ceco, che "prova a raccontare l’italianità attraverso il sorriso amaro che i suoi racconti riescono a scatenare. Parla contemporaneamente sia dell’irriducibile vocazione degli italiani alla seduzione, sia del terribile terrore sotto cui la leggerezza delle abitudini doveva sottostare. Racconta i messaggi che si leggevano sui vagoni che trasportavano i suoi amici, parole scritte in ebreo, parole inequivocabili: “gas” e “morte”. La grammatica del terrore. Un terrore che non smette di perseguitare i pensieri. Anche ora, dopo tanto tempo".

Alla fine della sessione di lezione di oggi tutti vanno a visitare la città.
Una città che ha un suo lato magico, e al tramonto mostra tutta la sua bellezza.

Alle 22.30 tutti sul binario. Pronti a salire, per l'ultima volta, sul nostro treno.


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Levatacce berlinesi
post pubblicato in diario, il 25 aprile 2009
Alle 4.45 un pullman ci attende. Intendiamoci. Sono le 4.45 del mattino! E ieri sera praticamente tutti sono stati a godersi la Berlino by night.
Ad essere onesti qualcuno, grazie alla metropolitana aperta tutta notte, è arrivato all'hotel giusto in tempo per prendere la valigia e salire sul pulman. La donna delle pulizie sarà contenta. Un letto in meno da fare.
Alle 5.30 la stazione di Berlino viene invasa dai partecipanti alla scuola di formazione itinerante del PD.
è presto, ma ormai che si è svegli, tanto vale approfittarne per fare colazione prima della partenza del treno. Così ci si ritrova sul binario con il caffè in una mano e qualcosa da mangiare nell'altra.
Alle 6 il treno parte. Si va verso Praga.
Qualcuno si chiude nella sua cuccetta per finire, o iniziare, il sonno interrotto dalla levataccia.
altri si mettono a chiacchierare per i corridoi, molti, come al solito, affollano il vagone ristorante. In attesa che il bar apra, per una nuova dose di caffeina.
C'è un gruppetto, Due ragazze ed un ragazzo, in fondo al vagone. Il loro tavolo è il più disordinato. è popolato da pc, cellulari, macchina fotografica e ipod.
Però, l'unica presa del treno (escluse quelle presenti nei bagni) dalla giornata precedente non funziona. Così tirano fuori carta e penna, e li si vede scribacchiare. Poi parlottano, e ricominciano a scrivere.
Improvvisamente, tutt'e tre calano la testa sul tavolo. E si addormentano uno dopo l'altro.

Finalmente il bar apre. E viene preso d'assalto. Anche i 3 addormentati ne approfittano. Un caffè li ricarica. Ora sono pronti a lavorare.

Intanto la fotografa quasi ufficiale di questo viaggio viene avvicinata. Un ragazzo le chiede conferma se è lei quella che mette le foto sul sito, e poi chiede, se fosse possibile evitare di mettere foto con lui. "Cioè, quelle in gruppo si, ma quelle altre no, quelle in cui... magari.... ecco... si.". la fotografa lo guarda dubbiosa, lui si affretta a concludere: "è che a casa c'è la mia fidanzata". Lei allora afferra al volo, lo rassicura, eviterà di fotografarlo. Intanto, da dietro la sua compagna di viaggio la istiga: "fotografalo..... e taggalo!"

In treno succede anche questo.




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Berlino, i taxi, l'università
post pubblicato in diario, il 24 aprile 2009
Alle 8 i passeggeri del treno vengono svegliati.
I corridoi si affollano, le lenzuola vengono messe nei sacchetti, si va in bagno per sistemarsi. Si chiudono le valige.
8.47, il treno entra nella stazione di Berlino.
C'è chi si dirige verso i luoghi che ospiteranno le lezioni, e chi invece va verso l'hotel. Le cartine della città girano di mano in mano. Ci si consulta, e ci si avvia verso le metropolitane.
La stazione è nuova, e, veramente, molto grande. Per arrivare a prendere la nostra metropolitana ci perdiamo 3 o 4 volte. FInchè una gentile signora non ci indica il punto esatto in cui andare. Così, tenendo gli occhi fissi al nostro traguardo, finalmente riusciamo a prendere la metropolitana. L'albergo si trova a Berlino Est, la nostra linea è tutta in superficie. Così possiamo vedere la città. Ci passano davanti Alexander Plaza, la Humboldt University...
Una volta posati i bagagli e testata la linea wireless gentilmente concessa dall'albergo chiamiamo un taxi e ci rechiamo alla Humboldt University. Il taxista arriva sulle note del rap di Tupac. e parte con una serie di manovre spericolate. Vedendoci spaventati ci rassicura "Ho due figli" e poi ci chiede: "italiani? A voi piace la Ferrari, no?".
Si ci piace la ferrari, ma preferiremmo un'andatura più lenta.
L'università ci accoglie con una citazione di Marx, e le sue vetrate che raffigurano tra gli altri, il filosofo tedesco, Lenin, Yuri Gagarin.
Arriviamo in tempo per prendere posto e ascoltare il drammaturgo Ingo Schulze, che si chiede cosa significhi essere europeo. E legge alcuni passi dei suoi libri, rievocando il passato trascorso nell’ex Repubblica Democratica Tedesca e raccontando la caduta del muro, e cosa è cambiato.
Poi è il turno dell'ex segretario del PD, Walter Veltroni. Che guarda i 600 ragazzi, italiani e tedeschi, seduti nell'Aula Maxima inizia così la sua lezione: “Voi per me siete la prefigurazione di quel che il Partito Democratico dovrà essere e sarà”.Il futuro dell'Europa, tutto in un'aula universitaria.
Alla fine per Veltroni c'è un lungo applauso, che lo commuove. E un pò ci commuoviamo anche noi.



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Gruppi e citazioni colte
post pubblicato in diario, il 24 aprile 2009


"I filosofi hanno interpretato variamente il mondo, ora dovrebbro provare a cambiarlo"
Karl Marx

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Paris, la paresseuse
post pubblicato in diario, il 23 aprile 2009
Ci sarà qualcuno che svegliandosi oggi a Parigi, avrà canticchiato la vie en rose? In quanti hanno indossato gli occhiali rosa, per guardare la vita?
Sicuramente un inizio di giornata così sarebbe stata d’aiuto al gruppo che è capitato in un albergo che ha come panorama il cimitero.
Panorama a parte, la giornata inizia sotto il sole parigino, nel teatro Odeon, palco che ha ospitato la prima de “Le Nozze di Figaro”.
Inizia da qui la giornata dei partecipanti al Treno per L’Europa, con una lezione tenuta da un trio d’eccezione: Bertrand Delanoë , sindaco di Parigi, Jacques Delors, l’ex ministro dell’economia e Michel Rocard, ex primo ministro francese. Il teatro è pieno, e gli applausi interrompono spesso gli interventi.
Poi, dopo il pranzo, i gruppi si dividono, c’è chi va ad un corso che si terrà all’interno dell’Ecole du Louvre e chi si avvia verso la periferia, a Aubervilliers, per visitare una delle zona riqualificate della città, parte del programma europeo di riconversione industriale e la visita del villaggio di reinserimento Rom.
Alla fine dei corsi tutti in stazione, per risalire sul treno.
è la prima notte che passeremo dormendo in viaggio. Così, non potendo animare la vita notturna di qualche città la maggior parte dei ragazzi si ritrova nel vagone ristorante, dove ci sono partite a carte, brindisi per il diciannovesimo compleanno di Roberta, e discussioni politiche.
Poi , all’una, quando il vagone ristorante viene chiuso, ognuno verso la sua cuccetta. Domani alle 9 arriveremo a Berlino.


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